Utility menu: Versione grafica | Versione testo | Versione alto contrasto | Accessibilità | Riduci carattere (-) | Aumenta carattere (+) | Versione stampabile

Presentazione

L'Unione Italiana dei Ciechi, fondata a Genova il 26 ottobre del 1920, ha per Legge la Rappresentanza e la tutela degli interessi morali e materiali di tutti i non vedenti; oggi essa tutela e rappresenta anche i cittadini ipovedenti, definiti tali ai sensi della Legge 3 aprile 2001, n. 138: ovvero, tutti i cittadini il cui residuo visivo nell'occhio migliore non è superiore a tre decimi con eventuale correzione di lenti.

Seminario nazionale "L'inclusione scolastica dei disabili visivi: dalle problematicita' del presente, uno sguardo fiducioso al futuro". Manfredonia (FG), 17 e 18 ottobre 2014.


SALVATORE NOCERA Bisogni educativi speciali: Direttiva MIUR e Circolari attuative


Se pensiamo a codice civile italiano del 1865 che dichiarava automaticamente interdetti i ciechi dalla nascita e vediamo oggi la normativa per l’inclusione scolastica, dobbiamo prendere atto che un grande cammino culturale e politico è stato fatto.


Dopo tante battaglie politiche e culturali adesso la normativa prevede il diritto degli alunni minorati della vista ad avere un adeguato numero di ore di sostegno, la nomina di un assistente per l’autonomia, preferibilmente esperto in campo tiflologico, ausilii e sussidi didattici appositi per gli studenti minorati della vista, alcuni corsi di aggiornamento ( ancora troppo pochi) di docenti curricolari sulle problematiche didattiche tiflologiche.


La l.n. 56/2014, legge del rio ha notevolmente modificato l’assetto istituzionale, delle Province, e delle loro competenze relative ai servizi per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità.


                                                                  


A decorrere dal 1° Gennaio 2015 le province di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, più Roma Capitale con disciplina speciale, divengono Città metropolitane; Esse subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi alle relative province ( l.n. 56/14 art 1 comma 16); ad esse spettano tra l’altro l’attuazione dell’edilizia scolastica ( art 1 comma 85  lettera E ) nonché le altre competenze che verranno concordate tra Stato e Regioni per tutte le nuove province( art 1 commi 44 e 89); spettano alle città metropolitane i patrimoni delle province cui succedono. Anche per le nuove Province dette “di area vasta “ si ha un’attribuzione di competenze sulla base di un’Intesa Stato-Regioni cui seguirà una ripartizione di competenze tra Stato e singole Regioni ( art 1 comma 91); sempre sulla base di un’Intesa Stato-regioni lo Stato con propri decreti provvederà all’assegnazione dei patrimoni e delle risorse alle nuove Province ( art 1 comma 92).


Fino a quando il nuoo assetto non avrà trovato piena attuazione, stante il principio della successione delle Città metropolitane e delle Province di area vasta in tutti i rapporti attivi e passivi  delle precedenti Province, i diritti degli alunni con disabilità dovrebbero avere certezza di soggetti tenuti a soddisfarli. Una volta realizzata la ripartizione di competenze, bisognerà vedere se e quale ente ( nuove Città metropolitane e nuove Province o unioni di comuni) dovrà erogare i servizi di trasporto gratuito , assistenza per l’autonomia e la comunicazione, eliminazione di barriere architettoniche e sensopercettive per gli alunni con disabilità frequentanti le scuole superiori, nonché per gli alunni con disabilità sensoriali nelle scuole di ogni ordine e grado.


            E’ una partita tutta da giocare nel confronto tra Stato e Regioni e nell’ambito di ogni singola regione.


A garanzia dei diritti degli alunni con disabilità dovrebbe giocare un ruolo notevole la Giurisprudenza che ha fornito numerosi chiarimenti in questi ultimi anni, almeno nella fase iniziale di attuazione della nuova normativa per la cui interpretazione sicuramente insorgeranno conflitti di competenze, più “ negativi” in quanto la gestione di queste e l’erogazione di servizi comportano spese; difficilmente vi saranno controversie circa conflitti “ positivi “ di competenze, cercando ciascun ente di declinare i servizi conseguenti nei confronti degli altri.


Suppongo si solleveranno contenziosi, che ormai si era riusciti a sanare e forse il ricorso agli accordi di programma potrebbe evitare conflitti i cui effetti produrrebbero ritardi nella soddisfazione dei diritti degli alunni con disabilità e comunque una grande incertezza sugli stessi circa i titolari degli obblighi di erogazione.


Già quest’anno si sono avute gravi lagnanze per l’assenza o carenze nei servizi di trasporto e di assistenza per l’autonomia e la comunicazione da Napoli e dalla Sicilia alla Lombardia.


Se Stato e regioni non provvedono immediatamente a ridisegnare la ripartizione di competenze amministrative su questa materia, col prossimo anno scolastico assisteremo ad un grave caos amministrativo con gravissimi danni agli alunni con disabilità.


Quando poi verrà definitivamente approvato il nuovo Titolo V della Costituzione che abolisce totalmente le Province, senza riassegnare immediatamente le attuali competenze amministrative, il caos rischia di divenire insostenibile.


Si chiede quindi allo Stato ed alle regioni( tranne il Lazio ), abbastanza distratte su questo argomento, di recuperare il tempo perduto e provvedere immediatamente con chiarezza.


Ci si augura che non si debba assistere ad un’alluvione di denunce per interruzione di pubblico servizio a causa delle mancate risposte ai diritti incomprimibili degli alunni con disabilità, sanciti nella legislazione e confermati dalla Giurisprudenza della Corte costituzionale.


(Inserito il 04-12-2014)
«- Precedente    Successiva