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Presentazione

L'Unione Italiana dei Ciechi, fondata a Genova il 26 ottobre del 1920, ha per Legge la Rappresentanza e la tutela degli interessi morali e materiali di tutti i non vedenti; oggi essa tutela e rappresenta anche i cittadini ipovedenti, definiti tali ai sensi della Legge 3 aprile 2001, n. 138: ovvero, tutti i cittadini il cui residuo visivo nell'occhio migliore non superiore a tre decimi con eventuale correzione di lenti.

Cecit e ipovisione


La legislazione italiana con la locuzione cieco intende tre gradi di minorazione differenti (cui corrispondono interventi sociali diversi):

- cieco assoluto, cio chi totalmente privo della vista o il cui residuo visivo consente la sola percezione dellombra e della luce.
- cieco ventesimista, cio chi ha un residuo visivo in ciascuno degli occhi, con eventuale correzione di lenti, non superiore ad un ventesimo.
- cieco decimista, cio chi ha un residuo visivo non superiore in ciascun occhio ad un decimo, sempre con eventuale correzione ottica.
Ai ciechi decimisti linvalidit utile per il solo accesso protetto al lavoro, secondo le norme che a parte saranno ampiamente esaminate, accesso spettante naturalmente anche agli altri ciechi.
I cosiddetti ventesimisti hanno titolo ad una modesta pensione non reversibile (cio non trasferibile, in caso di morte, al coniuge ed ai figli minori) qualora versino in condizioni di bisogno economico. Inoltre hanno titolo, a prescindere dalla situazione economica, ad una indennit speciale, anch'essa modesta, da utilizzare per sopperire alla carenza di visus.
Ai ciechi assoluti compete la pensione non reversibile, in presenza di reddito personale inferiore ad un limite posto dalla legge.

Ipovedenti sono i cittadini con un residuo visivo in entrambi gli occhi non superiore a tre decimi con eventuale correzione di lenti, cos come classificati dalla legge 3 aprile 2001 n. 138.

Normativa di rifertimento